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Lotto Lorenzo, l’eterno secondo. PDF Stampa E-mail
di Fabio Leoni, Giacomo Spaccia e la classe II B   
Lunedì 21 Gennaio 2013 22:16

Lorenzo Lotto

La visita alla Pinacoteca jesina di Palazzo Pianetti per i quadri di Lorenzo Lotto è stata secondo noi molto interessante e istruttiva, adatta sia per adulti sia per bambini. L’artista, nato a Venezia nel 1480, è costretto a viaggiare per tutta l’Italia centro-settentrionale, perché nella sua città natale tutte le committenze venivano affidate al grande Tiziano. Colpisce il fatto che anche in seguito il Lotto fu l’eterno secondo. Infatti “La Deposizione”, una delle principali pale conservate a Jesi, era stata assegnata inizialmente a un altro artista, il Signorelli, il quale era già impegnato a Roma per un altro lavoro. Meno male! La particolarità che più sorprende della vita del pittore è il fatto che, nonostante le sue grandiose opere, muoia povero e dimenticato da tutti, infatti l’anno della sua morte è incerto. Lotto, benché fosse considerato un pittore all’antica, per noi ha un qualcosa di geniale e di estremamente moderno, basti pensare all’ingranaggio d’orologio usato come asterisco nella predella de “La Pala di Santa Lucia”; impensabile, all’epoca.

Lotto in panchinaAlcune delle caratteristiche principali dell’artista sono l’uso del ritratto psicologico, e il riuscire a trasportare i personaggi divini nella vita quotidiana, come si vede nelle tre tavole dell’Annunciazione (delle quali una è andata perduta). Ma la cosa che salta all’occhio anche dei più inesperti è la vivacità dei colori e il grande uso delle luci e delle ombre. Un altro fatto per il quale bisogna prestare però più attenzione sono i particolari, i dettagli che, a prima vista, possono sembrare di poco conto, ma che invece nascondono molti significati allegorici. Prendiamone in considerazione alcuni: avreste mai pensato che dei piccoli fiori, uno rigoglioso ed illuminato, ed uno in ombra e appassito potessero rappresentare la morte e la resurrezione del Cristo? Sicuramente no. Beh, allora meno male che c’è la guida.

Ma il quadro che, secondo noi, ha più significati simbolici è la “Visitazione”, nella quale sopra una mensola, ben cinque oggetti di piccole dimensioni simboleggiano alcune parti della Bibbia: una pergamena che rappresenta il Vecchio Testamento; strumenti per scrivere il Nuovo Testamento; un’anfora che richiama il grembo materno; una zucca per la salvezza e un mandarino che richiama una mela di Adamo ed Eva. Incredibile!

Non sveliamo altro. Per approfondire consigliamo caldamente di visitare la Pinacoteca e riflettere sul proverbio: “Beati gli ultimi che saranno i primi”, mai così azzeccato come nella storia di   Lorenzo Lotto, l’eterno secondo.

 

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