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La propaganda arma fondamentale del Duce PDF Stampa E-mail
di David Pierre Nicolae - III B   
Giovedì 14 Febbraio 2013 21:17

 

Benito Mussolini, un ex socialista, reduce di guerra, che nel 1919 aveva fondato un partito di estrema destra, diventa capo del governo italiano. Per oltre vent´anni guiderà l´Italia, influendo profondamente nella vita sociale e politica della nazione. Arte, cultura, scienza, sport, spettacolo in ogni loro espressione furono pervasi e risentirono dell´ideologia fascista da lui creata, volta a dare anche all´estero l´immagine di un´Italia forte, fiera, pronta a usare la sua forza militare contro tutto quanto si fosse opposto alla sua unità ed espansione. Record aerei, imprese navali, intervento in Spagna, Africa Orientale, infine l´Impero: tutte occasioni per mostrare quell´audacia e quell´energia, fondamento e motore dell´idea fascista, tesa ad ottenere il rispetto delle altre nazioni. Furono gli anni del consenso: mai come allora gli italiani si strinsero compatti sotto la guida di un uomo, riconoscendo in lui il loro capo, il condottiero, il Duce.

 

La cinematografia è l´arma più forte, disse Mussolini, comprendendo fin dall´inizio come il cinema fosse il mezzo più diretto per mostrare al popolo d´Italia la realtà dettata e voluta dal regime. Durante il ventennio troupe cinematografiche filmarono migliaia di cinegiornali e documentari che permisero a Mussolini di promuovere la sua immagine e quella del suo regime, raggiungendo e coinvolgendo persone anche lontane, cercando così un consenso sempre più vasto. Propaganda e cultura di massa trovarono così il mezzo più efficace di divulgazione e di condizionamento delle coscienze. In tutta Italia, nelle sale cinematografiche venivano proiettate le immagini del regime e le sue imponenti realizzazioni: adunate oceaniche, folle osannanti, esercitazioni ginniche e militari, battaglia del grano e bonifiche di terre insalubri, incontri diplomatici, ma anche vita quotidiana, tradizioni, il volto di un´Italia descritta come serena, che lavorava per migliorarsi e modernizzarsi. Anche sul piano militare i cinegiornali fornirono materiale di propaganda che, attraverso filmati di indubbio valore storico e documentale, diedero del soldato italiano l´immagine del guerriero, difensore e portatore della civiltà italica, l´uomo nuovo: il fascista.

Il Duce fu identificato col potere, ormai totalmente e incondizionatamente suo. E la sua fu vera dittatura. In politica estera, il progressivo avvicinamento politico e ideologico tra Mussolini e Hitler, portò a un´alleanza tra Italia e Germania che vide le due nazioni combattere fianco a fianco, in un progressivo deteriorarsi dei rapporti e degli equilibri di potere, durante il secondo conflitto mondiale.

Fronte Occidentale, Grecia, Africa, Russia: i cineoperatori mostrarono agli italiani in Patria i soldati impegnati su tutti i teatri di guerra. Ieri filmati di propaganda, ma oggi anche e soprattutto preziosi frammenti storici, indispensabili per cogliere gli eventi bellici nella loro essenza e comprendere i sentimenti che spinsero migliaia di uomini a sacrificare la propria vita per un´idea, per la patria, per l´onore, senza esitazione, su fronti opposti: Repubblica Sociale e Lotta Partigiana. Mussolini fu uomo del suo tempo e ne scandì lo scorrere. Scrisse la storia d´Italia di quel periodo. La storia ancora oggi dibattuta di un paese diverso da quello attuale, un´epoca di transizione e di trasformazione che quest´opera vuole narrare insieme alle sue molteplici contraddizioni.

 

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