Contenuto Principale
Le classi terze della scuola Savoia al convegno sulla libertà di stampa PDF Stampa E-mail
di Alice Gambaccini (III B), Chiara Catani (III D), Nancy Hoxha (III D), Carmela Ciavarella (IIID) e Matteo Arcangeli (III D)   
Lunedì 29 Aprile 2013 15:37

Le classi terze della scuola media “Savoia” si sono recate, sabato 20 aprile, al convegno e all’inaugurazione della mostra “Omaggio dell’arte alla libertà di espressione” a cura dell’Ordine dei giornalisti delle Marche in collaborazione con la Fondazione Angelo Colocci.

La mostra, che rappresenta un momento di riflessione e di dibattito su un tema di grande attualità, come la libertà di stampa e di parola, è stata ospitata nelle maggiori città marchigiane e ha fatto tappa anche a Roma.

Per l’inaugurazione della mostra a Jesi è stato organizzato un incontro che come tema ha avuto la legalità e i giornalisti minacciati. Il fine era far capire, soprattutto ai giovani, quanto sia difficile garantire ai cittadini il diritto ad essere informati correttamente. Il dibattito è stato coordinato da Gianni Rossetti,

direttore della Scuola di giornalismo di Urbino, e ha avuto come relatori personaggi importanti, come Alberto Spampinato, giornalista Ansa e direttore dell’Osservatorio Ossigeno per l’informazione, un’associazione che monitora i casi di minacce e violenze verso i giornalisti. Spampinato ci ha raccontato di avere un fratello, Giovanni, ucciso a soli 25 anni dopo aver svelato con un’inchiesta sulla malavita in Sicilia, quando tutti negavano l’esistenza della temuta mafia. Dopo Spampinato ha preso la parola Marilù Mastrogiovanni, giornalista che ha fondato “Il tacco d’Italia” investendo per la causa anche parte dei soldi che le erano stati regalati per le nozze. “Il tacco d’Italia” è un mensile diffuso in rete che denuncia speculazioni edilizie, abusivismo, casi di cattiva gestione dei beni pubblici o di collusione con la criminalità organizzata. La Mastrogiovanni ci ha raccontato di aver deciso di diventare giornalista “per dare una voce agli ultimi” e si è commossa ricordando il padre che l’ha sostenuta in questa sua scelta. Geraldo Adinolfi, giornalista di Repubblica e Il fatto quotidiano, è autore di un ebook intitolato <> che parla di giornaliste minacciate dalla mafia. É intervenuta all'incontro anche Asmae Dachan, una giornalista jesina, capo redattrice del “Il mondo del lavoro” e creatrice di un blog sulla situazione in Siria, che ha raccontato come la libertà d’informazione sia minacciata nei paesi come la Siria dove c’è la guerra e un regime totalitario.

 

La seconda parte della mattinata ha avuto per protagonisti Fabio Giglietto e Lella Mazzoli dell'Università di Urbino che hanno presentato in anteprima i risultati di News Italia, un osservatorio sui cambiamenti del consumo di informazione in Italia. Scopo del progetto è studiare come cambia il modo di informarsi degli italiani con il diffondersi delle nuove pratiche di consumo basate sull’uso dai media digitali e dei dispositivi mobili. La professoressa Mazzoli ha parlato della progressiva diffusione di Internet in Italia che sta modificando, come già avvenuto in passato in Paesi con un più elevato tasso di accesso alla rete, l’eco-sistema mediale del nostro Paese. Ai canali e strumenti di accesso tradizionali si affiancano nuovi media caratterizzati da schermi di diverse dimensioni, ma accomunati dalla presenza di un processore e dall’accesso a Internet (computer, notebook, tablet, smart TV, smartphone). Ma Internet non significa solo nuove forme di ricezione ma anche un ruolo più attivo del fruitore delle informazioni.

L'ultima parte della cerimonia ha visto la premiazione di un noto giornalista jesino, Giuseppe Luconi, con un oggetto in oro che rappresenta una penna a calamaio per i suoi 60 anni di iscrizione all'ordine dei giornalisti. A dargli il premio è stato il presidente nazionale dell'ordine dei giornalisti Enzo Iacopino.

La manifestazione si è spostata nel piano terra dell'Università dove c'è stata l'inaugurazione della mostra "Omaggio dell'arte alla libertà di espressione" a cura dell'ordine dei giornalisti delle Marche in collaborazione con la fondazione Angelo Colocci. La mostra è già stata in diverse città: Caldarola, Ascoli Piceno, Fermo, Fabriano, San Benedetto, Pesaro e Roma.

In quest'ultima città la mostra era stata allestita nella biblioteca centrale la quale è stata visitata dal ministro della cultura. Nella mostra c'erano una cinquantina di opere di artisti marchigiani.

La cerimonia si è conclusa con l'arrivo del sindaco, Massimo Bacci, il quale ha fatto i complimenti agli organizzatori e agli artisti e ha consegnato una medaglia al direttore generale di Banca Marche, Luciano Goffi, per il sostegno all'iniziativa.

 

Largo alla fantasia

Largo alla fantasia

Orientamento

Orientamento dopo le medie

La bacheca della scuola

Bacheca scuola

Contatti