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Baby gang a Jesi, tutto risolto dopo l’intervento di carabinieri e genitori PDF Stampa E-mail
di Pietro Simonetti e Gabriele Fabrizi III D   
Lunedì 23 Gennaio 2017 16:53

Dopo le bravate e i furti della baby gang di Jesi la situazione sembra tornata alla normalità ma dai primi di dicembre a metà gennaio la zona dell’arco Clementino ha vissuto periodi di criticità e di timore.                                                                                     Per colpa di questi baby-bulli un tabaccaio è stato aggredito: un giorno 3 ragazzi hanno tentato di rubare tabacco e accendini ma il titolare li ha rincorsi e alla fine la gang ha restituito il maltolto. Alcuni giorni dopo sempre 3 ragazzi di cui uno faceva parte anche della gang precedente sono andati nello stesso negozio e un ragazzo ha chiesto delle cartine ma il proprietario, riconoscendolo, non gliele ha date. Il ragazzo allora ha fatto cadere il tabaccaio e tutti i ragazzi sono scappati. Nei giorni successivi hanno tentato di rubare in un negozio di vestiti ma sono stati inseguiti dai carabinieri che li hanno individuati. Si è scoperto che erano gli stessi delle minacce al tabaccaio. La gang era composta da 5 ragazzi, di cui uno però dalle telecamere non si è ancora visto il volto. Partecipavano due ragazzi e due ragazze tra i 15 e i 17 anni che sono stati denunciati dai carabinieri. I genitori dei ragazzi hanno chiesto scusa ai negozianti e hanno dimostrato un reale pentimento. Sembra che i ragazzi hanno capito che stavano commettendo un grave errore e che rischiavano di rovinarsi la vita.

 
TERREMOTATI ANCORA AL GELO PDF Stampa E-mail
di Sara Casula e Giulia Franconi III D   
Lunedì 23 Gennaio 2017 16:17

Anche se la notizia rischia di passare in secondo piano, tanti terremotati sono ancona in cerca di un posto dove vivere. Alcuni sono irremovibili: non hanno intenzione di allontanarsi dal luogo dove hanno vissuto per tutta la vita. Altri hanno trovato ospitalità in molti hotel della costa come a San Benedetto del Tronto e Porto San Giorgio. Molti protestano per avere un luogo caldo dove passare questo inverno che sembra il più freddo dal 2012. Ora però tutto cambierà, quando i volontari termineranno l’installazione dei container riscaldati i terremotati potranno trovare un riparo sicuro e accogliente. A Camerino la vita è già ricominciata da zero: gli studenti universitari sono di nuovo in pista. Uno di loro, Francesco Petrucci, che studia proprio lì, ci ha concesso un’intervista. Ecco cosa ci ha raccontato.

“Com'è stato il tuo ritorno agli  studi?”

“Beh, devo ammettere che avevo paura di tornare a Camerino ma era necessario. La vita doveva ripartire. Dopotutto Camerino è una città prevalentemente universitaria e noi da universitari ricominceremo a popolarla”.

“In che struttura si svolgono le lezioni?”

“A Camerino solo il centro storico è stato chiuso e, dato che quasi tutti i plessi universitari si trovano fuori da lì, le università disponibili hanno aperto le porte agli universitari ‘sfollati’ ”.

“Sei diventato pendolare o ti sei stabilito in qualche struttura?”

“Adesso tutti noi ci siamo trasferiti in un collegio poco fuori la città, ma molti preferiscono tornare tutti i giorni a casa per stare più tranquilli con le loro famiglie”.

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SCUOLA SAVOIA:RISCALDAMENTI COME IN PIENO INVERNO PDF Stampa E-mail
di Kadiata Kabore III B   
Lunedì 21 Novembre 2016 17:09

Nella scuola media Duca Amedeo di Savoia che si affaccia sul corso Matteotti si possono ancora scorgere studenti in abiti quasi estivi e finestre delle classi spalancate. Questo a causa delle temperature alte dei termosifoni all’interno della scuola mentre fuori c’è ancora un clima quasi primaverile. I termosifoni sono tenuti alla temperatura di circa 20° quando ne basterebbero almeno 3 in meno. Queste condizioni causano disagi come raffreddori a causa dello sbalzo di temperatura tra dentro e fuori e mancamenti a causa dell’eccessivo caldo. La scuola ha telefonato al comune di Jesi per chiedere l’abbassamento dei riscaldamenti che a sua volta ha riferito la richiesta alla ditta che si occupa del regolamento della temperatura che ha agito abbassando di un solo grado il termostato che continua a segnare intorno ai 19°. Sfortunatamente la scuola non può avere il controllo del termostato, ed anche da questo punto di vista si stanno facendo delle richieste. Molti più disagi li subisce una terza che non può neanche aprire le sue due finestre perché due nidi di api, situati sul cornicione sopra le due finestre, infesterebbero l’aula. Si verifica anche un grande spreco di gas metano che contribuisce all’inquinamento e mandando le bollette, pagate in parte anche dalla scuola, a cifre altissime.

 
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