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Ascolta il mio cuore PDF Stampa E-mail
di Chiara Belli – I B   
Giovedì 11 Aprile 2013 19:07

Libro: “Ascolta il mio cuore”

Autrice: Bianca Pitzorno

Casa editrice: Mondadori

Se  qualcuno di voi mi chiedesse un consiglio su che libro leggere, io  non avrei dubbi,  consiglierei “Ascolta il mio cuore” di Bianca Pitzorno . Il romanzo è ambientato in un piccolo paese della Sardegna in particolare nella scuola elementare di Sant’Eufemia. E’ una piccola scuola con i banchi di legno pesante che hanno  una ribalta che si può abbassare e alzare. Il libro è diviso in capitoli ed ogni capitolo rappresenta un mese dell’anno scolastico, si parte da Settembre e si finisce a Giugno. Siamo nell’anno 1949-1950, è da poco finita la seconda guerra mondiale, quindi c’è tanta povertà tra la gente e solo pochi riescono a vivere bene. In questo libro si parla di Prisca, una bambina che frequenta la IV D, delle sue migliori amiche Elisa e Rosalba e della loro maestra Argia Sforza, chiamata dalle bambine “Arpia Sferza”, nome che dice già tutto. Questa maestra è molto esigente e severa ed è anche molto ingiusta con le sue alunne perché tratta bene le bambine ricche e male quelle povere e rende ogni giorno di scuola un inferno.

La storia, però, non si svolge solo a scuola, ma anche a casa e tante storie si intrecciano. Secondo  me, questo libro è fantastico, è un  libro che ho letto tutto d’un fiato perché ricco di similitudini e sensazioni. Provo a citare quelle che mi hanno più colpito: le mani della maestra Sferza “sono bianche e molli come se dentro non ci fossero ossa e la sua carezza è viscida come quella di un serpente”. I vestiti che vengono  raccolti per essere donati ai bambini poveri sono talmente stappati, sporchi e consumati  fino a sembrare di  essere fatti di ragnatele. Mi è piaciuta molto, inoltre, la parte dove Prisca scopre la sua vera vocazione, cioè quella di fare la scrittrice: è la vigilia di capodanno, Prisca è nell’ambulatorio del dottor Maffei vede tante agende messe una sopra l’altra pronte per essere regalate. Appena le vede, sente come una scossa elettrica. Le sembra che dai bei volumi colorati esca un richiamo come il canto delle sirene che volevano attirare Ulisse in fondo al mare. Le pagine gridavano: “prendi la penna  e coprici di parole”. E’ proprio un bel libro!

 

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