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Scuola o praticantato? Arduino Catani racconta il mondo del lavoro di mezzo secolo fa PDF Stampa E-mail
di Chiara Catani – III D   
Domenica 17 Febbraio 2013 11:49

Gli studenti della terza media hanno fatto, o stanno per fare, la scelta della scuola superiore. Un passo molto importante e difficile da compiere, perché da questa decisione dipenderà anche il loro futuro lavorativo. Già, il mondo delle professioni, che oggi sembra tanto lontano, si costruisce sin da adolescenti. Ma proprio perché è una scelta, quella della scuola superiore, così importante, qualche volta si ha paura di sbagliare, di fare qualcosa che poi non ci soddisfi. Grazie anche alle iniziative promosse dalla nostra scuola e dagli istituti superiori abbiamo avuto molte indicazioni, ma per avere un aiuto e dei consigli da una persona con esperienza ho deciso di intervistare mio nonno, Arduino Catani. Ha 74 anni, oramai è in pensione, ma ha iniziato giovanissimo a lavorare da operaio per diventare poi un artigiano, anzi un imprenditore che per quasi tutta la vita ha portato avanti l’attività di famiglia.

 

Quando hai iniziato a lavorare?

“Ho iniziato a 16 anni in un’industria metalmeccanica. A 18 anni, insieme a mio padre, ho cominciato un’attività artigianale, cioè l’imbottigliamento di bevande”.

Hai fatto degli studi specifici per la tua professione?

“Per fare questo lavoro non ho studiato a scuola ma ho imparato da solo, con la pratica e facendo tesoro dell’insegnamento di mio padre e delle persone con più esperienza di me”.

Come era la ricerca di lavoro ai tuoi tempi?

“A quei tempi c’era maggiore possibilità, per un giovane, di trovare lavoro. E non solo. Se si aveva voglia di fare e la possibilità di aprire un’attività, si poteva crescere e stare bene sul mercato”.

Che consigli puoi dare ai giovani della nostra età su come prepararsi al mondo del lavoro?

“Ritengo che sia molto importante l’istruzione. Non è più come ai miei tempi quando, molto spesso, bastavano la pratica e l’impegno. Adesso il mondo del lavoro richiede una preparazione molto più complessa, le cui basi possono arrivare solo dalla scuola, che voi giovani dovete frequentare con serietà. Un altro consiglio che mi sento di dare ai ragazzi è quello di non vergognarsi di fare, inizialmente, lavori umili”.

Se potessi tornare indietro nel tempo, cambieresti il tuo lavoro?

“In realtà sì, perché mi sarebbe piaciuto molto continuare gli studi ed entrare nell’aeronautica. Ho sempre lavorato con impegno e anche passione, ma il lavoro dei miei sogni era un altro”.

Quanto guadagnavi in media?

“Guadagnavo il giusto, né troppo né poco”.

 

Largo alla fantasia

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