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Il postino? Un lavoro per cui serve memoria, ma anche il sorriso PDF Stampa E-mail
di Jiariata Ba – III B   
Martedì 05 Marzo 2013 15:42

Visto dall'esterno, il lavoro di un postino sembrerebbe semplice, si va in giro e si imbucano le lettere rifacendo ogni giorno lo stesso giro, ma chissà se è davvero così. Per questo ho voluto intervistare una dipendente postale che già da quasi vent'anni pratica questo mestiere e quindi sa come si svolge il lavoro: Monica Raffaeli. La zona in cui attualmente consegna la posta è quella del centro storico di Jesi, che frequenta da alcuni anni ed ha molto care le persone a cui consegna le lettere.

Fare il postino è un lavoro faticoso?

“Sicuramente è anche un lavoro fisico condizionato molto dalle condizioni meteorologiche, quindi dalle piogge e soprattutto dalla neve”.

Lo consiglierebbe ai giovani in cerca di lavoro?

“É comunque un ottimo impiego sì, anche se il mio pensiero è quello che i ragazzi devono studiare e realizzarsi in quello che a loro piace fare, quindi nessuno si deve far influenzare dalle mie parole e tanto  meno da quelle degli altri”.

 

 

Da quando è entrata a Poste Italiane si sono verificati dei cambiamenti?

“Moltissimi con l'entrata in gioco delle nuove tecnologie come il palmare per la consegna degli oggetti a firma come raccomandate, assicurate, e in alcuni uffici si può effettuare anche il pagamento di bollettini e contrassegni. La tecnologia ha fatto sì che il recapito avvenga in maniera più sicura e veloce grazie ad Internet. La distribuzione di posta-zone, posta- target e altri prodotti, ci ha permesso di avere dei contatti diretti con i centri commerciali, quindi di fare pubblicità”.

Che cosa bisogna sapere per fare questo mestiere?

“Sicuramente è molto importante saper usare il moto mezzo e l'automobile. É un mestiere che richiede un'ottima memoria e molta concentrazione se non si vuole commettere errori”.

Pensa di avere un buon rapporto con i suoi utenti?

“Cerco di essere cordiale, disponibile, sorridente con tutti, provo ad ascoltarli e dove posso cerco di risolvere le loro problematiche o quesiti. Con loro ho ottimo rapporto e ciò mi dà molta soddisfazione. La soddisfazione più grande mi viene data quando recapito ‘buone notizie’ che oggi sono cartoline o biglietti d'auguri, che mi fanno pensare al vecchio ruolo che aveva il postino”.

 

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